Un album rosso e blu

ROSSOeBLU_loOra Aristea non lo sa, perché manca dall’ambiente da molto tempo, ma negli anni in cui suo padre era ancora in servizio un maresciallo comandante di caserma era tenuto (almeno sulla carta) a svolgere il proprio compito con lo spirito del buon padre di famiglia. Questo significava il giusto equilibrio tra severità e comprensione nei rapporti con i sottoposti, il rispetto delle inevitabili regole militari e attenzione e cura nella gestione di una piccola comunità umana e delle risorse economiche a disposizione della “stazione”. Conscio dei suoi doveri nei confronti dell’Arma e dei cittadini, il padre di Aristea, che defineremo simpaticamente manager, ma per alcuni aspetti di carattere pratico molto molto simile ai marescialli bonari e rotondetti che circolano nelle battute e pertanto protagonista a volte di scenette esilaranti che verranno descritte in un altro raccontino, cercava di comandare la stazione con la maggior diligenza possibile.

Non mancava nulla, certo, in caserma, ma le spese superflue erano ridotte al minimo, gli sprechi non erano tollerati e guai, guai a utilizzare il telefono dell’ufficio per le telefonate personali. Era consentito riceverne, ma solo ai carabinieri freschi freschi appena arrivati dalla scuola allievi e quindi lontani da casa, per dar loro modo di avere notizie dalla famiglia e di sentire comunque, tramite il cavo telefonico, il profumo della terra di origine, dato che quasi tutti provenivano dai paesi bruciati dal sole o isolati nelle aspre montagne del nostro sud.

Esisteva inoltre, nella microeconomia della stazione, un fondo riservato alle spese di cancelleria e di valori bollati. Il suddetto manager, ogni mese, teneva scrupolosamente nota degli acquisti effettuati, block notes appositi per la “minuta”, blocchi di fogli di carta migliore e intestata per i rapporti ufficiali (ed erano dolori se questi ultimi venivano usati per scribacchiare così, a caso), la carta carbone e i nastri per le macchine da scrivere, i francobolli e così via. Il registro entrate-uscite era un capolavoro di perfezione, non solo nella forma ma soprattutto nella sostanza.

E quante volte, appena imparato a scrivere, poco prima di compiere i sei anni che le avrebbero consentito l’ingresso alle elementari e, di conseguenza, anche il diritto di possedere quaderni, fogli, album e colori, Aristea ha guardato con cupidigia tutti quei fogli bianchi che ai suoi occhi potevano riempirsi di parole come per magia. E tutte quelle matite nuove, quelle gomme da cancellare bianche e perfette…Una volta il manager fece un’eccezione alla regola e consentì alla giovanissima Aristea di utilizzare una di quelle matite di colore rosso da una parte e blu dall’altra, ve le ricordate? Ad Aristea era stato regalato un album con i disegni già fatti e voleva colorarlo. Un album colorato di rosso e blu, ultimissimi anni 60, sembrava un sogno, e pazienza se non c’era il verde per colorare gli alberi, gli alberi possono essere anche blu nella fantasia, e poi con le sfumature dei due colori, pensava Aristea, si può davvero colorare tutto.

Oggi si legge sul sito Web di Repubblica: “…..Parmalat. I soldi ai politici passavano dal fondo francobolli”.

Tonna cita il fondo “francobolli” e dice: “Gli eventuali finanziamenti ai partiti politici possono essere ricercati in alcuni conti della Parmalat spa. In particolare, ce n’è uno denominato “acquisto valori bollati” nel quale oltre ai normali acquisti di valori bollati… c’erano altre cifre abbastanza significative, fino a 3/4 miliardi di lire all’anno che non avevano alcuna giustificazione di spesa e che erano soldi in contanti prelevati da Tanzi e che non so quale destinazione abbiano avuto.”

Chissà, amici cari, dove sono finiti. Chissà, se sono finiti in un album rosso e blu.

Questo raccontino è il testo, appena modificato, di una mail che scrissi a un amico anni fa in seguito a un articolo sulla vicenda Parmalat letto la mattina sul sito online di repubblica e di cui riporto l’URL di seguito. Esulano dallo spirito di questo blog le considerazioni, amare, sulle vicende da cui ho tratto lo spunto.

Scritte invece cercando di evitare al massimo la retorica e pensate con un sorriso di dolcezza e di riconoscenza, queste righe sono dedicate invece, e non solo per la giornata di oggi, a TdL, padre orgoglioso, al mio e a tutti i papà.

http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/economia/parmalat9/tonnapolit/tonnapolit.html

VN:F [1.9.8_1114]
Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
Un album rosso e blu, 5.0 out of 5 based on 1 rating
Newsletter
SONDAGGI

Come hai scoperto tempodalupi.it?

Guarda i risultati

Loading ... Loading ...